2020 gennaio Zurigo – appunti

sull’affondare e la respirazione

Durante le fasi 2, 3 e 4 l’affondamento deve essere continuo, senza interruzioni, il centro non smette mai di cambiare e continua ad affondare. Invece i praticanti di solito affondano per un attimo con il centro, poi continuano in contrazione, successivamente affondano per un altro istante con le spalle e poi contraggono per emettere forza.

Questo si allena ad esempio nella forma girando il piede dietro lentamente mentre l’affondamento su tale piede continua. Il centro affonda e continua ad avanzare (aprendo l’anca) per un tempo lungo e senza interruzioni.

Quello che distingue il livello degli allievi con decine di anni di pratica è la capacità di rilasciare e continuare a farlo per un tempo lungo.

Con i 5 esercizi si lavora sulle fasi 1 – contrazione e 2 – rilasciamento mentre con la forma si lavora principalmente sulle fase 3 – allungamento e 4 – deallungamento.

Nei 5 esercizi i muscoli della parte alta del corpo arrivano ad un rilasciamento completo, cosa che non avviene nella forma dove le braccia “cadono”, ma poi rimangono “sospese” ( n.d.Tiziano : in contrazione eccentrica).

Lo strumento principale per allenare l’affondamento è l’espirazione: continuare ad espirare durante tutto l’affondamento. Per avere una buona espirazione prima ci deve essere una buona inspirazione.

La respirazione coordinata al movimento è qualcosa di importante che deve essere allenato con cura.

Storicamente nel taiji e nello yoga la respirazione non veniva spiegata “pubblicamente”, ma era riservata solo agli allievi interni perché era parte dei “segreti”. Quindi è qualcosa di importante che va studiato con il dovuto impegno, ma si faccia attenzione al fatto che è solo la “porta di ingresso” e non il fine ultimo.

Una volta imparato a continuare ad affondare nei 5 esercizi e nella forma si deve essere in grado di farlo anche mentre un compagno ci fornisce una pressione che cerchiamo di restituire. Mentre riceviamo la pressione il centro non smette mai di cambiare, continuando ad affondare la pressione sale ed è questa che poi viene restituita al partner (n.d.Tiziano: ho potuto provare con Patrick come spingendolo sembra di spingere una “cascata” in continuo movimento interno anche se da fuori è praticamente immobile).

sul metodo

Il sistema si è evoluto, ma i principi rimangono invariati. Quello che dà vita alle modifiche nel sistema è l’osservazione per lunghi anni su molti allievi degli effetti dell’insegnamento. Ad esempio se ci sono delle incomprensioni diffuse, qualcosa può essere modificato. (n.d.Tiziano: spesso cambia solo il modo di presentare un esercizio).

sulla crescita interiore

Quello che differenzia gli allievi che internamente hanno ottenuto qualcosa dagli altri è l’essere riusciti, anche nelle attività quotidiane, a focalizzare l’intenzione verso la crescita interiore.

Tutti i maestri di Patrick hanno sempre detto che non c’è una risposta “semplice” e diretta alla domanda: “come si cresce interiormente?”. Tutto quello che si fa ha una qualche influenza.

Il sistema che propone Patrick è basato su tutto quello che hanno in comune le 3 tradizioni che lui ha seguito (Daoista, sufi, yoga).

Non ci sono sono metodi precisi sul raffinamento del centro emotivo, anche se è qualcosa che va fatto. Il raffinare l’ascolto sicuramente aiuta in tale direzione.

La consapevolezza (parte passiva) da sola non basta, serve anche l’intenzione (parte attiva). Solo così si possono ottenere progressi.

Per il progresso interiore gli sforzi ordinari non sono sufficienti, servono sforzi extra. I maestri di Patrick e le “forze superiori” posso aiutare solo indirizzando tali sforzi, non possono fare altro, quindi senza sforzi non ci può essere l’aiuto dei “piani superiori”.

Come diceva Zheng Manqing: mantenere sempre la mente del principiante, aperta e desiderosa di imparare. Anche dopo decenni di pratica non pensare di sapere e cercare sempre di andare più in profondità e raffinare.

cinque esercizi

Nel sollevare le braccia nel primo e secondo esercizio la spalla si deve alzare e abbassare. Senza alzare la spalla il braccio si può sollevare solo fino a circa 40°.

Nella fase uno sentire grandi cambiamenti del tronco con l’aiuto dell’inspirazione.

forma

Nel passaggio alla frusta nella versione “forma lunga” una vola arrivati sul piede sinistro le mani continuano a guardarsi fino a al movimento finale in cui girano fino a trovarsi sullo stesso piano.

tui shou

Nelle “sette spinte” il cambio di mano deve avvenire mentre il partner sta finendo di venire avanti, come per “accoglierlo”.

In “single hand” il polso deve essere a meta del dorso della mano del partner.

“swinging arms” ora si chiama “hooking hand“.

In “push the elbow” non intercettare solo con la punta delle dita ma con tutta la superficie tra indice e pollice.

“Nel corpo” c’è il cerchio “costruttivo” dei 5 elementi (5 fasi muscolari). Non “c’è” invece quello “distruttivo” che invece scaturisce dall’interazione col il corretto timing dei 2 cerchi costruttivi di due partner che ad esempio eseguono uno dei pattern a due. Ad esempio a fuoco risponde acqua, a legno metallo, ecc..

meditazione

L’Uno (Dio, fonte “lontana”, …) “energizza” i vari livelli fino a quello più basso (piano fisico). Può essere considerato come una “discesa della coscienza”. In meditazione cerchiamo di fare il cammino inverso che (almeno all’inizio) è lo stesso che avviene nell’andare a dormire. (n.d.Tiziano: non sono sicuro di aver capito perfettamente, l’inglese di questo pezzo in parte mi è sfuggito, ma ne sono abbastanza confidente)

Inspirando attivare completamente il corpo e poi disattivarlo rilasciando.

Le sensazioni dagli arti si passa alle spalle, collo, testa, di nuovo collo e poi si discende lungo il busto.

Prima di inviare energia/luce ad una persona concentrare la luce nel petto. (n.d.Tiziano: prima invece si visualizzava la persona all’interno della palla davanti a sé)