Taiji

Il grande scopo del Taiji è lo scopo della vita stessa – lo Sviluppo Interiore. Tutte le persone arrivano sulla Terra con questo scopo, ma molti dimenticano velocemente perché sono qui. Invischiati nel mondo fisico tutta la loro vita serve solo alla sopravvivenza del corpo. Gli edifici fisici e sociali della società, previsti come forme in cui l’umanità potesse evolvere, diventano prigioni. Molti sognano di fuggire ma pochi trovano il cammino pratico verso la libertà.

Patrick Kelly


Il Taiji è Arte e come tale può essere appresa (forse è meglio dire “entrare nell’Arte”) solo attraverso la pratica in un gruppo con altri allievi e la supervisione di allievi con più esperienza. Quanto scritto in queste pagine ha il solo scopo di dare dei “suggerimenti” che potrebbero far nascere l’ispirazione di approfondire personalmente.


“Tutto quello che può essere insegnato non vale la pena di essere imparato”

Oscar Wilde

Come ogni Arte profonda il Taiji non può essere limitato e descritto da schemi rigidi. Detto in altri termini non può essere capito con la mente superficiale. L’inevitabile conseguenza di questo è il proliferare di metodi, scuole, insegnati con intenzioni, finalità, pratiche molto differenti tra loro. Questo in fondo è un bene visto che ogni persona è diversa e cerca cose diverse indipendentemente dalle etichette che gli si danno.

Un Taiji è tanto più “vero” quanto più rispecchia i principi, ma la loro comprensione non è affatto ovvia e si raffina con la pratica e con il tempo (un tempo infinito visto che la profondità è infinita).

L’unica via verso un Taiji “profondo” è partire dall’accettazione della propria ignoranza e affidarsi nel percorso a qualcuno che i principi li ha già assimilati ed è in grado non di “insegnarli” (non avrebbe senso), ma di indicare come poterli risperimentare da sé.

Nella nostra ricerca abbiamo avuto la fortuna di incontrare il Maestro Patrick Kelly che ha dedicato l’intera vita al Taiji e al cammino spirituale e non solo ha raggiunto un livello tecnico decisamente fuori dal comune, ma soprattutto ha raffinato (e continua a raffinare) un metodo tramandato dal suo Maestro Huang Xingxian spiegandolo con chiarezza (comprensibile da una mente “occidentale”) per poter “percorrere la via”.

In tale insegnamento abbiamo scoperto (e soprattutto continuiamo a scoprire) le fondamenta nei principi, ma anche la consistenza e concretezza con essi.

Il nostro impegno è quello di continuare ad approfondire il Taiji così come viene insegnato da Patrick Kelly e a trasmetterlo ad altri allievi nel modo più accurato possibile.


Domande e risposte

D. Dove ha avuto origine il Taiji?

La tradizione orale afferma che il Taiji sia stato creato più di 750 anni fa dal saggio Daoista Zhang Sanfeng (Chang San-Feng), come un metodo pratico per ottenere l’immortalità attraverso la coltivazione del Qi (Chi) o energia interna. I suoi principi sono quelli riassunti 2.500 anni fa dal saggio Laozi (Lao Tzu), il fondatore del Daoismo (Taoismo), nel suo libro Dao De Jing (Tao Te Ching) e espressi migliaia di anni prima nel libro del Yi Jing (I Ching). [InfDao]

D. Perché praticare Taiji

Tradizionalmente Il Taiji ha tre ragioni d’essere:

  1. come esercizio fisico che va oltre lo sviluppo di velocità, forza e resistenza;
  2. come arte marziale dove il cedere è il principio centrale e la forza aggressiva torna all’aggressore;
  3. come un sistema di sviluppo psicologico e spirituale centrato sui concetti di naturalezza, equilibrio che oltrepassa tutti i concetti.

Utilizzando il raffinamento del corpo, dell’energia (Qi) e della mente (Yi/Xin), il Taiji conduce da uno stato “di quotidianità” a una posizione di forza interna, calma interna e comprensione interna. [InfDao]

D. Quale dei tre aspetti enfatizzate di più?

Sicuramente il terzo: lo sviluppo interiore e spirituale. I benefici fisici e salutistici sono in pratica un effetto collaterale.

D. In che senso “sviluppo interiore”? Potete fare qualche esempio pratico?

Si parte, tramite appositi esercizi, con lo spostare la consapevolezza e l’attenzione dai 5 sensi esterni ai 5 sensi interni (vedere gli articoli “Credere a quello che si vede?” e “La sensibilità“). Alcuni di questi non sono facilmente accessibili dalla mente superficiale altri sono accessibili solo dalla Mente Profonda.
La cura con la quale vanno eseguiti i dettagli degli esercizi non è fine a se stessa, ma serve per portare pian piano la mente oltre i limiti attuali.

D. E l’aspetto marziale?

Sicuramente l’aspetto marziale nei secoli ha perso di importanza: oggi chiunque con una pistola è più forte di qualunque artista marziale. L’origine marziale dell’arte è ancora chiara, ma non alleniamo espressamente questo aspetto per dare maggior enfasi allo sviluppo interiore.
Crediamo che possa trovare benefici marziali solo chi pratica per decine di anni e con impegno (quindi in tempi molto più lunghi di altre arti marziali) o chi ha già una buona padronanza di un’arte marziale esterna e con il Taiji vuole raffinare le proprie capacità. Riteniamo che debba comunque essere preponderante l’interesse verso la pratica interna affinché si possano trovare benefici.

D. Cos’è la “forza Taiji”?

È l’utilizzo della forza elastica dei muscoli e dei tessuti. L’unico motivo “sensato” per svilupparla è che ci obbliga a scendere in profondità con la mente perché la fase elastica dei muscoli è accessibile solo dalla Mente Profonda. Ovviamente tessuti elastici portano anche un gran beneficio alla salute, ma questo è quasi un effetto collaterale visto che servono anni di impegno prima iniziare a sperimentarla e ancor di più per raffinarla.

Il metodo

D. Che stile di Taiji praticate?

Esiste un solo autentico Taiji, un insieme di principi. Deviazioni umane hanno dato vita agli stile delle famiglie (Yang, Wu, Chen, ecc.) ognuno con i propri punti di forza e debolezze. I loro punti di forza sono dove esse seguono i principi e le loro debolezze dove deviano dai principi.
Noi enfatizziamo il movimento della vita (onda di torsione) dello stile Chen, la forza che avanza (onda trasversale di emissione) dello stile Yang, l’assorbire la forza del partner (onda di pressione verticale neutralizzante) dello stile Wu. Seguiamo il suggerimento del mio insegnante: “torna ai principi originali, prima che gli stili divergessero“. [9clouds]

D. Da dove deriva l’insegnamento di Patrick Kelly?

Patrick Kelly è stato per 20 anni allievo diretto (l’unico occidentale ad entrare a farte parte del “cirolo interno”) di Huang Xingxian (Huang Sheng Shyan). Alla morte del Maestro Huang ha continuato ad approfondire il Taiji con Ma Yueliang (Ma Yueh-liang). Avendo sempre come principale interesse lo sviluppo spirituale contemporaneamente ha studiato per 14 anni con il Saggio Gnostico Sufi Naqshbandi Abdullah Dougan e per 30 anni con il Raja Yogi Mouni Maharaj di Rajasthan. Con tutti i Maestri ha lavorato fino alla loro morte. Su richiesta esplicita del Maestro Huang ha portato l’insegnamento del Taiji in occidente.

D. Chi è il Maestro Huang Xingxian?

Il Maestro Huang Xingxian (Huang Sheng Shyan, 1910 -1992) è stato uno dei più noti e rispettati esponenti di arti marziali dello scorso secolo. Studiò prima lo stile della Gru Bianca (Lohanquan) con il Maestro Xie Zhongxian e dal 1947 Taiji con il Mestro Zheng Manqing (Chen Man Ching). Insegno a più di 10.000 allievi in Malesia e nel sud est asiatico. È bene noto nel mondo delle arti marziali per le sue eccezionali (e comprovate) qualità marziali. Meno noto è il fatto che il reale interesse del Maestro Huang nelle arte marziali non fosse l’aspetto esterno, ma il Dao stesso.

D. Come mai c’è così tanta differenza tra le varie scuole che fanno riferimento all’insegnamento del Maestro Huang Xingxian?

Questo in parte è inevitabile per qualsiasi insegnamento. Nel caso di Huang questo è ancor più vero per il fatto che il Maestro ha modificato l’insegnamento nel corso dei decenni da un Taiji più marziale ad uno sempre più “interno”. La vastità della Scuola suddivisa in decine di sedi nella vastissima area geografica del sud est asiatico ha reso complicato il passaggio delle modifiche. Molti degli istruttori hanno preferito semplicemente ignorarle continuando ad insegnare quello che avevano appreso anni prima. L’insegnamento di Patrick Kelly è quello degli ultimi 20 anni di vita del Maestro Huang.

D. Cosa ne pensate delle altre scuole di Taiji?

Siamo certi che esistono altri tipi di scuola con metodi validi e altre che si discostano molto dai principi, ma ognuna ha la sua ragione di esistere.
In ogni caso non consigliamo a nessuno di cambiare insegnamento se l’attuale “fa al caso proprio” e permette ancora una evoluzione (in qualunque direzione si abbia interesse).

D. Come è strutturata una lezione?

Le lezioni hanno tutte la stessa struttura;

  • 5 esercizi di Master Huang Xingxian per il rilasciamento e affondamento
  • forma lenta nella versione breve (37 di Master Cheng Manqing) e lunga (108 di Master Yang Chengfu) per la forza elastica
  • 8 modelli di Tui Shou (lavoro a coppie) per la sensibilità
  • meditazione finale; 8 sentieri ed altro

Inoltre dal terzo anno viene praticatala forma veloce codificata da Master Huang Xinxiang.

D. Per i praticanti più esperti vengono insegnate altre forme (ad esempio con armi)?

No, il programma è lo stesso sia per il principiante sia per il praticante con molti più anni di esperienza. Viene mantenuto “minimale” perché la pratica sia diretta verso la profondità piuttosto che verso l’estensione (accumulo di esercizi e forme).
Visto in profondità il programma è tutt’altro che ridotto, ma questo lo si può apprezzare solo praticando perché non solo si deve sapere “intellettualmente” come praticare, ma lo si deve “incorporare” in se stessi strato dopo strato e finché un dato livello non viene sufficientemente “digerito” quelli superiori possono rimanere solo a livello di mente superficiale (immaginazione).

D. Come si fa a progredire nel Taiji?

Bisogna avere una chiara consapevolezza del proprio livello e di quello che si sta facendo (il singolo movimento) e una chiara intenzione di trasformare la propria pratica nella direzione suggerita dall’insegnante. La differenza tra quanto “desiderato” e quanto realmente “realizzato” crea una pressione che sviluppa l’intelligenza profonda del corpo.

D. Quindi per crescere serve pressione?

Esattamente. Ad esempio il fatto che la forma (e ogni altro esercizio) sia così piena di dettagli interni crea una pressione che costringe ad utilizzare strati più profondi della mente. Anche la classe (praticare in gruppo) crea pressione e per questo è preferibile praticare in gruppo piuttosto che da soli. Quando ci sono dei blocchi la funzione dell’insegnate è quella di creare pressione per dissolverli. Ma la pressione più importante è quella che deriva da se stessi non dando mai per scontato di star facendo il movimento perfetto, ma cercando di migliorarlo continuamente in ogni momento.

Venti punti di P. A. Kelly

Da [pktaiji

  1. Ogni parte del corpo cambia continuamente.
  2. Mente e Corpo allineano nei cambiamenti.
  3. La forza elastica viene trasmessa attraverso catene di muscoli in stretching.
  4. I movimenti seguono il partner ma i cambiamenti interni seguono la mente.
  5. Muovi alla più piccola intenzione del partner.
  6. Crea vuoto mentre conduci il partner in esso.
  7. Prima grande poi piccolo.
  8. Prima lento poi veloce.
  9. Prima basso poi alto
  10. Prima segui poi conduci.
  11. Prima deliberato poi naturale.
  12. Prima velocità costante poi accelerazione costante poi accelerazione crescente.
  13. Prima concentra poi espandi
  14. Prima la mente nel corpo poi il corpo nella mente.
  15. La Mente conduce e il corpo segue.
  16. La consapevolezza della Mente Profonda precede l’intenzione della Mente Profonda.
  17. Il sollevamento raccoglie, l’affondare rilascia.
  18. Raccogli internamente, sciogli (loosen), allinea, comprimi, allunga (stretch), quindi espandi.
  19. Cedere, neuralizzare ed emettere fluiscono sequenzialmente sovrapponendosi.
  20. Cedendo, neuralizzando ed emettendo; yin-yin, yin-yang, yang-yang.