La sensibilità

Quanto segue è tratto da varie fonti sugli insegnamenti di Patrick Kelly. Li ho raccolti e riordinati da tempo e ormai mi è difficile specificare l’esatta origine. In tale lavoro spero di non aver mai travisato l’insegnamento.

Secondo il guru indiano Mouniji Maharaji la ragione principale per sviluppare la sensibilità è per capire che non si è il corpo. Lo sviluppo della sensibilità è il mezzo principale (più accessibile) per lo sviluppo della Mente Profonda. Ma su questo punto dobbiamo essere molto precisi.

I 5 sensi esterni – vista, udito, olfatto, gusto e tatto – raccolgono informazioni del mondo fisico esterno e sono strettamente connessi con la coscienza cerebrale (mente superficiale), e concentrarsi su di essi, o percepire se stessi attraverso di essi non produce la vera percezione corporea, anzi rafforza il controllo della mente superficiale e quindi dell’ego.

Molti sistemi di pratica interiore, erroneamente, fondano il loro insegnamento sull’aumento della consapevolezza dei sensi esterni e dell’osservazione da parte della mente superficiale. Questo, come più volte dissero sia il Gran Maestro Huang, che Mouniji Maharaji, non conduce da nessuna parte. Solo aò principiante nei suoi primi 4 anni di pratica è concesso l’utilizzo dei sensi esterni.

Esattamente come i “5 sensi esterni” hanno i loro recettori specifici, anche i “5 sensi interni” hanno dei recettori disegnati apposta per rispondere ai differenti stimoli interni. Questi recettori sensoriali interni possono essere divisi in 5 gruppi principali:

  • Sensori posturali (allineamento delle articolazioni)
  • Sensori di dolore → sensazioni di formicolio
  • Sensori delle fasi muscolari
  • Sensori di pressione e dello stretching → sensazioni di pienezza
  • Sensori di temperatura  → sensazioni di calore

Oltre ad essi esistono altri sensori minori che gestiscono l’equilibrio chimico del corpo.

Essi sono i più naturali, e certamente entrano in contatto con la parte più profonda della mente. Sono responsabili della genuina percezione interna del corpo. Se si ricercano delle genuine sensazioni corporee è con essi che ci si deve confrontare, altrimenti la propria percezione è priva di intelligenza e si basa solo sulla fede e la fortuna.

Concentrarsi su questi 5 principali tipi di recettori sensoriali nervosi interni attiva la parte meno profonda della Mente Profonda (Xin) ovvero il livello eterico (corpo fisico).

Nella pratica del Taiji, ma non solo, la mente superficiale non è di alcuno utilizzo. La pratica deve iniziare con la percezione delle genuine sensazioni corporee attivando l’aspetto intermedio tra quella superficiale e quella profonda, detto intelligenza della Mente Profonda che è attiva sul piano eterico, quello del corpo fisico per intenderci. Nei Classici del Taiji troviamo scritto che: ”Lo Xin (Mente Profonda) attiva lo Yi (intenzione ed attenzione), che stimola il Qi, che muove il corpo”.

Di questi “5 sensori interni” solo tre di essi regolano il movimento:

  • sensori della posizione articolare,
  • sensori delle fasi muscolari
  • sensori della pressione.

Di questi 3 solo uno di essi ha corrispondenti nervi motori, cioè i sensori delle fasi muscolari. Questo significa che esistono nervi motori che alternano direttamente gli stati muscolari attraverso le “5 fasi muscolari”. Mentre i sensori delle fasi muscolari possono percepire questi cambi, i sensori della posizione articolare e della pressione percepiscono un cambiamento solo indirettamente come risultato del cambiamento nelle fasi muscolari causato da forze esterne.

I recettori sensoriali sono sparsi attraverso tutto il corpo, cosicché nel momento in cui, dopo molti anni di allenamento, la coscienza può veramente focalizzarsi sulle percezioni interne, il profondo senso di Sé che sgorga non è più percepito nella testa, ma diventa un tutt’uno con il corpo.

La consapevolezza profonda può essere allenata focalizzandosi su uno dei cinque sensori interni in ogni parte del corpo, esattamente come si fa con la mente superficiale quando si sposta la concentrazione dagli occhi alle orecchie o al naso.

I sensori del dolore insieme a quelli delle fasi muscolari dette “contrazione-rilasciamento” sono i meno importanti, poiché accessibili anche da parte della mente superficiale. I sensori di pressione e temperatura insieme alle fasi muscolari di “allungamento-accorciamento”, attivano la parte più profonda del cervello, e il livello “eterico” della Mente Profonda.

Distinguere chiaramente tra i 5 sensi esterni e i 5 sensi interni.

Riassumiamo con la seguente tabella:

SensoriSensazioniMente superficialeMente ProfondaCorrispondenti nervi motori
di doloreformicolioSISINO
delle fasi muscolariSI contrazione-rilasciamento/NO allungamento-accorciamentoSISI
posturaliSISINO
di pressionepienezzaNOSINO
di temperaturacaloreNOSINO

Non immaginare di provare sensazioni che si dovrebbero provare.., ma ricercare solo sensazioni genuine:

  • pressione nei piedi, addome, mani.
  • attività muscolare nelle cosce-spalle.
  • stretching passivo nei tessuti.

Concentrarsi sui 5 sensi interni significa soprattutto che la consapevolezza percepisce allo stesso livello di quella parte del cervello che controlla i movimenti che si stanno percependo. Qualsiasi tipo di intenzione generata da quel livello lavorerebbe direttamente sul corpo senza interferenza alcuna dei pensieri.

La concentrazione sui 5 sensi interni riguarda la prima parte dell’apprendimento (10-14 anni), poi si deve andare più in profondità e concentrarsi sulla luce, calore e consapevolezza pura, centrando la mente nella sfera di energia che circonda il corpo.

Quando ci si muove piano, i sensori del posizionamento articolare, della pressione e delle fasi muscolari sono utilizzati per regolare il movimento. Se ci si muove veloci, allora si usano i sensori della pressione e delle fasi muscolari per meglio regolare la maggior forza e i complessi calcoli che ci aiutano a predire la posizione di arrivo finale del corpo; in questo caso, prima che il movimento sia completato, non c’è tempo per utilizzare i sensori della posizione articolare.

In posizione statica, i sensori articolari, che a differenza degli altri 4 sono localizzati piuttosto che sparsi in tutto il corpo, perdono di importanza, salvo quando si percepiscono i piccoli movimenti del torace dovuti all’atto respiratorio. Anche i sensori delle fasi muscolari, stimolati solo dai piccoli cambiamenti muscolari associati con la respirazione e il battito cardiaco, perdono di importanza.

I sensori del dolore, della pressione e della temperatura sono distribuiti in tutto il corpo. Quando il corpo è in posizione di quiete, essi danno origine alle sensazioni di formicolio, pienezza e calore, in questo ordine preciso. I sufi cercano oltre alle pulsazioni e al calore anche il battito cardiaco, mentre gli yogi oltre al battito cardiaco e al calore, ricercano le attività muscolari dei processi digestivi e i sensori dell’allineamento durante le posizioni dello yoga. I buddisti utilizzano le sensazioni prodotte dalla respirazione (movimento delle costole, cambio muscolari, pressione) per cercare di realizzare il primo passo di allontanamento dalla mente superficiale.

I sensori interni qui menzionati non sono connessi con i 5 sensi interni dello yoga, che sono solo delle corrispondenze dei 5 sensi esterni. La filosofia dello yoga indica 11 sensi in totale: 5 sensi esterni, associati ai 5 corrispettivi mentali, più la mente stessa.

Progressivamente si deve ascoltare il corpo su differenti livelli:

  1. esternamente
  2. internamente… il ciclo completo dei cambiamenti
  3. campo energetico
  4. ascoltare con la Mente Vuota

Tiziano Moretti