Allungamento muscolare

L’allungamento muscolare (ma anche dei tessuti in generale) è un tema centrale nel Taiji perché è la fonte della “Forza Taiji” e uno dei principali strumenti di lavoro interno in quanto le fasi di allungamento e deallungamento sono accessibili solo alla Mente Profonda.

Il ciclo delle 5 fasi muscolari

In “I 5 elementi e le fasi muscolari” abbiamo illustrato l’intero ciclo delle 5 fasi muscolari:

Il ciclo delle 5 fasi muscolari.

Inoltre abbiamo utilizzato il seguente modello semplificato del muscolo:

Le frecce e i colori illustrano la tensione e l’allungamento/accorciamento del muscolo.

fasetensionemuscolo
neutraleggera di supportopiccolo allungamento
contrazioneaumentaaccorcia
rilasciodiminuisceallunga
allungamentoaumenta allunga
deallungamentodiminuisce accorcia

In realtà la questione è un po’ più complessa.

La contrazione eccentrica

Abbiamo visto in “I 5 elementi e le fasi muscolari” lo schema del muscolo che contrae e rilascia:

Contrazione e rilascio del muscolo.

Questa contrazione viene detta concentrica perché gli estremi si avvicinano.

Proviamo a fare la seguente esperienza: teniamo in mano un manubrio da palestra (o qualsiasi altro peso) e ascoltando cosa avviene nel bicipite solleviamo il peso portandolo all’altezza della spalla per poi abbassarlo lentamente in modo controllato.

Contrazione concentrica ed eccentrica.

È chiaro che in entrambi i casi il bicipite è in tensione, ma che sta lavorando in modo diverso: nel primo caso il muscolo si accorcia (contrazione concentrica) mentre nel secondo si allunga (contrazione eccentrica). Ce ne accorgiamo perché le sensazioni sono ben diverse.

La cosa “strana”, quasi paradossale (per quanto ne so ancora oggetto di ricerche e non ancora del tutto compresa dai fisiologi) della contrazione eccentrica è che il muscolo continua a contrarre pur allungandosi.

Notiamo che nel sollevare e abbassare il bilanciere questo compie lo stesso percorso, ma in ogni punto, a seconda che la direzione sia verso l’altro o verso il basso, il muscolo lavora in modo diverso. Diventa più chiaro se scegliamo una posizione come ad esempio quella con l’avambraccio orizzontale e restiamo immobili (lavoro isometrico). Nel primo caso dobbiamo avere l’intenzione di portare il bilanciere verso l’alto senza muoverlo e nel secondo di non farlo cadere (o di frenare la caduta) sempre mantenendo l’avambraccio orizzontale.

È immediatamente chiaro che seppur la lunghezza del bicipite nei due casi è la stessa questo sta lavorando in due modi diversi. Quando detto vale in generale per tutti i muscoli.

L’argomento è davvero complesso, ma in questa sede cercare di essere ancora più chiari rischierebbe di provocare l’effetto opposto. Meglio prima sperimentare sul proprio corpo praticando. Quindi andiamo direttamente agli aspetti “pratici” con il paragrafo seguente.

“Stretching” in senso lato

Durante la contrazione eccentrica la tensione può diminuire, aumentare o rimanere costante in base alla forza esterna e a come lavora il muscolo (e la mente…).

Per il Taiji la tipologia di contrazione eccentrica che più interessa è quella con aumento di tensione e spesso con “contrazione eccentrica” ci si riferisce implicitamente a questa.

Possiamo quindi “aggiornare” il nostro schema come segue:

Ciclo delle 5 fasi muscolari “aggiornato”.

Dal punto di vista pratico entrambe

  • contrazione eccentrica (con aumento di tensione)
  • allungamento

aumentano la tensione muscolare mentre il muscolo si allunga, accumulano quindi una forza potenziale che può poi essere rilasciata. Questo anche se fisiologicamente sono differenti e la prima parte da un muscolo accorciato mentre la seconda da un muscolo in fase neutra.

Cosa più importante ai nostri fini è che durante il processo di generazione di forza elastica Taiji – che può utilizzare sia la concentrazione eccentrica (con aumento di tensione) che l’allungamento – lo stato mentale è lo stesso e questi processi sono gestibili solo dalla Mente Profonda. Quindi nel Taiji parleremo semplicemente di fase 3 di allungamento (stretch) intendendo generalmente un muscolo che si allunga aumentando la tensione e accumulando forza.

Non si faccia confusione con il fatto che questa è semplicemente una “nostra” convenzionale definizione di allungamento (stretch); la terminologia può essere differente in altri contesti.

Performance?

Gli effetti pratici dell’allungamento muscolare sono conosciuti ed utilizzati da diversi anni nello sport e qualunque buon allenatore di qualsiasi palestra può illustrarli.

Ma lo scopo e il punto di vista sportivo sono ben diversi (o dovrebbero esserli) da quelli del Taiji quindi anche i metodi utilizzati sono differenti.

Se si cercano performance in tempi più rapidi possibili è bene utilizzare metodi “sportivi”. Se l’obiettivo è invece quello della crescita spirituale la ricerca della performance (almeno da un certo punto in poi) blocca la crescita. Se la pratica interna è corretta e sufficientemente intensa ci saranno anche risultati esterni, ma si deve avere la pazienza e la costanza di farli crescere.

Con questo non voglio sottintendere che uno sia migliore dell’altro, ma solo invitare ogni praticante a chiarire bene i propri obiettivi e a perseguirli nel modo migliore possibile. Per il resto… a ognuno il suo!

Note conclusive sull’allungamento

L’allungamento elastico che “carica” forza nel muscolo non può generarsi da un muscolo semplicemente rilassato, è richiesta una leggera “pre-attivazione” o “energizzazione” dei muscoli.

Questa a sua volta viene generata dal flusso della mente attraverso le parti che successivamente dovranno manifestare una risposta elastica.

Lasciato a se stesso il muscolo reagirà istintivamente con una contrazione (accorciamento) quando stimolato (riflesso tendineo).

La pressione generata dalla contrazione muscolare è brusca e raggiunge molto rapidamente la massima intensità, mentre la pressione generata dall’allungamento elastico ha un andamento graduale.

Tiziano Moretti